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mercoledì 21 luglio 2010

Viola Pensiero n° 1

"Paradossalmente, la prima azione volontaria che la mamma può compiere sul suo bambino è di tipo espulsivo: in questo modo, con un forte difficile atto di separazione, la natura chiede un processo iniziato simbolicamente nei nove lunghi mesi di contenimento. Ciò descrive e delinea, fisicamente ed emotivamente il "materno" nella sua interezza: madre è colei che contiene protettivamente, ma che inesorabilmente, con il proprio "maschile" - quella porzione di maschile di cui ormonalmente ed emotivamente è dotata - spinge verso la vita, stacca da sé in un atto di generosa liberazione e donazione, rinunciando a un possesso totale e perenne del bambino. Il "maschile" pone un limite al "femminile": senza questo limite non sarebbe possibile la sopravvivenza. "Maschile" e "femminile" si integrano a proteggere e garantire la vita: sono i fondamenti biologico-affettivi dell'esistere umano."

Ho un debito con la rivista "Noi Genitori & Figli" che mi ha fatto conoscere questo libro di Giuliana Mieli Il bambino non è un elettrodomestico che spero possa incrociare mani di lettrici non solo donne, mani non solo di madri. Tutti siamo stati dei non-elettrodomestici e continuiamo ad esserlo e per promuovere una cultura in tal senso, sarebbe positivo approfondire quali atteggiamenti possiamo mettere in campo concretamente.

Mi piace iniziare i Viola pensiero con questo ritaglio letterario di quanto devo ancora vivere (il parto), perché non mi appartiene rispettare l'ordine di cosa ho provato quando l'ho saputo, quando il seno mi è esploso, quando si è mossa la prima volta, quando ogni mattina vomitavo e poi mi con un sano restauro arrivavo al lavoro come niente fosse e così via. No, troppo ordine.

La filosofa Mieli dice bene all'inizio della citazione: "la prima azione volontaria"... è l'espulsione. Come è vero. Finora 8 mesi di zona franca, una liberazione a livello esperienziale. Senti di aver ceduto il timone che metteva insieme testa, cuore, anima e corpo. Un po' alla volta comprendi che questa ruota è ancora dentro di te, ma è posizionata nella parte dove di solito finivano tutte le emozioni, in particolare quelle più dolorose. E che non sei certo tu a timonare. E non solo fisicamente.

Tra la pancia e l'utero ora c'è una casa e la speranza è che le emozioni forti e taglienti di una vita non l'abbiano resa troppo inospitale. Purtroppo non funziona come gli alberghi che mesi prima si prende la prenotazione del fagiolo che sta arrivando in vacanza, in modo da fare, che ne so..., una bella pulizia stagionale con una terapeuta o anche semplicemente qualche chiaccherata con te stessa in vista del nuovo soggiorno. Ecco, magari. Se hai trattato bene la tua pancia, meglio così... altrimenti la pulizia si farà in gravidanza, ma quanti fazzoletti. La strepitosa scoperta è che tutto si fa. E che ci sono tante scale da salire ma tutte con il corrimano: non siamo sole. Anche semplicemente il libro giusto (e non per fare le pappe...) può aprire scorci che ci accompagnano ad ospitare al meglio l'umanità che non avremmo mai immaginato.

Io non avevo l'albergo pulito pulito, anzi c'erano proprio dei sentimenti ed emozioni ben sedimentati che mi facevano soffrire e che in gravidanza si sono acutizzati, ma proprio il sentirmi in mare aperto, tra le onde di una navigazione che non stavo governando mi ha aiutato a smascherare questi fantasmi, a trovare le risorse, il tempo e lo spazio per espellere da me questo sporco.

Non è una pulizia perfetta, ogni tanto ricompaiono le ragnatele, ma niente di che. Insomma il parto inizia fin dal primo giorno di gravidanza. Giorno per giorno ti ritrovi a staccare da te, a spingere fuori quanto potrebbe impedire il vero travaglio. Il passato va preso in mano: nove mesi non sono pochi e di tempo per rimettersi in ordine ce n'è. Ho come la sensazione che in sala parto si celebreranno una nascita e una rinascita.

Ti ritrovi a ringraziare il fiore che stai crescendo per motivi completamente diversi da quelli che avresti immaginato e che nessuna pubblicità della Prenatal, Chicco, del Mulino che vorrei o ogni altra stucchevole operazione commerciale ti potrebbe suggerire. Per averti ripulita. Per averti regalato un tempo in cui davvero la spina è stata staccata (eppure fai tutto lo stesso, le responsabilità della vita non vengono meno) e il black out ha ridato luce alle zone d'ombra. Il fagiolo che lentamente prende forma fa anche questo, ma la mamma deve spingere e a quanto pare molto prima della sala parto. Ed è sempre quel tratto "maschile" caro alla scrittrice che ci aiuta e ci appartiene e a cui possiamo volere bene anche se punge, anche se meno rotondo. Una donna vivrebbe con la pancia a vita, le si confà, ma il maschile che non le manca le offre la grinta per stringere i denti e buttare fuori. La fa respirare.

Sono certa che anche per i padri (e non solo) si pongono delle opportunità in gravidanza, ma non per poca attenzione a mio marito, mi piacerebbe che fosse lui o altri che vorranno unirsi a queste chiaccherate, a mettere le parole vere di questa loro esperienza. O anche no... non siamo elettrodomestici a comando.

A proposito di non governo, dopo l'ennesima notte insonne ora gli occhi mi si chiudono e per fortuna questa mattina non ci sono visite, incombenze di lavoro e così via... e godo dell'essere naufraga di un timone che lascio volentieri a Viola. Senza sensi di colpa.

A chi è arrivato in coda alla narrazione, grazie di essere stato con noi due.

2 commenti:

Patrizia ha detto...

Ciao Viola.

È strano scrivere questo messaggio, perchè non so bene quando lo leggerai, ma sono contenta di averti tra i miei "contatti".

Mi presento: mi chiamo Patti e sono amica di mamma Arianna e papà Mauro. Ci tengo che ci sia questa "caratteristica" nella mia presentazione, perché tu possa capire quanto le relazioni di un certo tipo – profonde, intense, sincere, calde – incidano sulla vita delle persone.

Apprezzo molto che la tua mamma abbia voluto creati un account prenatale e che desideri lasciare traccia di questo tempo in cui abiti la sua pancia. Ti piacerà leggere questo blog: ci troverai la tua storia e quella di chi ti ha amato già prima che fossi concepita.

Viola, ti aspettiamo.
Un bacino,
Patti

Michele ha detto...

Cara Viola, tanto per farti capire la forza del web (che a noi "migranti digitali" sembra enorme), ti stiamo scrivendo da Malta. Per te "nativa digitale" sara' una cosa normale, ma per noi e' bello leggerti e scriverti da questa bella isola. A presto!
Michele e Giorgia

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